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28

Mar

2009

Da dove venite?

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Scritto da Cinzia Casadei   

 

Sabato scorso il circolo di Poggio Berni ha partecipato all’assemblea nazionale dei circoli del partito democratico. Io e Ronny ne siamo stati i fortunati rappresentanti.
Il viaggio è stato difficile quasi a rappresentare il viaggio del Pd e al passo della contessa, bloccati dalla neve, quando la polizia si è informata sul nostro tragitto è stato quasi inevitabile trasferire al viaggio del Pd le loro domande
 
 
Da dove venite?
Veniamo dalla fusione di due partiti e dal coinvolgimento di tante persone che non vogliono più stare a guardare, veniamo dal tentativo di portare la politica più vicina alla gente, veniamo dall’entusiasmo per qualcosa di nuovo e dall’amarezza di aver capito che non siamo ancora così pronti per il nuovo.
 
E dove andate?
Andiamo verso un’opportunità,  un’idea in cui continuiamo a credere, andiamo verso un’alternativa alla destra affascinati da un futuro comune col desiderio di lasciarci alle spalle surreali divisioni, andiamo verso un partito nuovo con spirito disinteressato e volontaristico.
 
Andiamo…senza più binari davanti a noi.
 
L’assemblea allo studio 4 di Cinecittà contava circa 2.500 partecipanti, è iniziata e terminata con l’intervento di Franceschini che non si è mai mosso dalla sua sedia ed ha mangiato un panino lì seduto come tutti noi.
In mezzo ai suoi due interventi si sono succeduti al microfono una trentina di  segretari di circolo di tutta Italia ( 6.000 circoli forza che nessun altro partito in Italia si sogna di avere )e anche degli italiani all’estero, una meraviglia! persone in gran parte giovani, in massima parte donne, tanto che il segretario nazionale ha detto “per fortuna che abbiamo messo le quote rosa perché fra un po’ noi uomini ne avremo bisogno!”
Il primo argomento che Franceschini ha affrontato è stato quello della crisi economica dando nuovamente l’allarme: il 10% delle famiglie non riesce a pagare le bollette, il 10% non riesce a sostenere spese mediche, la Caritas e le altre associazioni segnalano l’aumento di madri di famiglia che si rivolgono ai centri per i generi alimentari e lo fanno con discrezione e quasi con vergogna tornano poi a casa fingendo di esser state a far spesa.
Il sistema economico italiano è, fra i paesi del G20, quello più fragile e la crisi impatta diversamente a seconda delle misure che i governi adottano, non bisogna dimenticarsi di chi da solo non ce la fa, bisogna aiutare i redditi bassi: lavoratori dipendenti, pensionati, piccole imprese,commercianti, artigiani, i 50enni da tempo senza lavoro, chi ora perde il lavoro con protezione sociale o peggio senza, precari, fra queste persone ci sono fasce di povertà estrema dobbiamo tornare ad usare la parola POVERI perché i poveri ci sono! Il governo per tutta risposta ha azzerato il fondo sociale per i Comuni.
In questa situazione i fondi finiti nel calderone Alitalia sono una vergogna, la cancellazione della tracciabilità dei pagamenti è una vergogna.
Il partito democratico ha proposto fra le altre cose una riduzione dell’acconto che le piccole imprese a giugno devono allo stato e di intervenire sul patto di stabilità dei Comuni che in molti casi hanno soldi in cassa ma non li possono spendere
Rilancia la green economy, l’economia ambientale, come una grande opportunità della stessa portata  dell’innovazione informatica negli anni 70,.
In tempi di globalizzazione ogni economia nazionale dovrà individuare la sua tipicità, l’Italia ha nel suo territorio la sua risorsa non la si può minare permettendo di ampliare le costruzioni del 20% di mq dappertutto indiscriminatamente.
La globalizzazione poi ci costringe a scegliere.
La sinistra sceglie la solidarietà, la ricostruzione del senso della comunità, sceglie la famiglia come modello originale rispetto al resto d’Europa. La sinistra dice: dalla crisi o ci salviamo insieme o non si salva nessuno, la destra dice salvatevi da soli e mette gli uni contro gli altri.
Poi Franceschini parla del partito democratico, un partito che cresce con entusiasmo e l’assemblea lo ha dimostrato!
Dice mi vengono i brividi quando sento dire torneremo all’Unione,  alla stagione della frammentazione e della litigiosità e ringrazia Veltroni per averci portati fuori da quella stagione.
Il partito non lo abbiamo ancora costruito, lo stiamo costruendo ma dobbiamo avere l’orgoglio di rivendicare le cose fatte e dobbiamo continuare con la mobilitazione, la presenza sul territorio, l’apertura, abbiamo tre milioni di persone in più rispetto ai partiti di provenienza, dobbiamo dare loro grande spazio nei luoghi dove si decide.
In un grande partito non si può essere tutti d’accordo su tutto ma vogliamo lasciarci contagiare dal fascino di un futuro comune e vogliamo lasciarci alle spalle la litigiosità interna, dobbiamo combattere rassegnazione e delusione che sono i due mali più difficili da guarire, perché abbiamo il compito di costruire un partito nuovo in un tempo nuovo, è tornata in Italia una grande forza politica!
E poi …noi siamo Europei, i nostri giovani per le esperienze di vita che fanno sono già europei, sono i governi ad essere impauriti ma pensate cosa sarebbe oggi l’Italia se non fosse entrata in Europa.
Franceschini termina il suo primo intevento con queste parole: “quando tutto sembra buio e fatto di rassegnazione bisogna guardare al futuro” e cita una frase del piccolo principe che ha fatto scrivere a grandi lettere sulle pareti: Non si vede bene che col cuore, l’ essenziale è invisibile agli occhi.
Nelle conclusioni raccogliendo le richieste dei circoli promette: formazione politica, finanziamento dei circoli, assemblee permanenti dei circoli sia a livello nazionale che regionale che provinciale e partecipazione alle decisioni.
E bravo Franceschini!

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Marzo 2009 14:13
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