"Quanti pensieri affollano la mente, e quanta responsabilità nelle tue mani quando una persona ti affida il suo bene più prezioso, la sua salute.
Un medico non è mai solo uno specialista delle malattie, deve essere uno specialista anche dell'animo e dello spirito. Coniugare tecnologia, conoscenze scientifiche, competenze tecniche con un'umanità senza confini è la strada della medicina di oggi e di domani.
E la salute delle persone e l'uso delle risorse sono la sfida più ambiziosa della nostra modernità".
Ignazio Marino
Nuove tecnologie e progressi scientifici hanno dato ai medici contemporanei un potere di vita e di morte sui loro pazienti senza precedenti. Partendo dalle esperienze dei pionieri della medicina contemporanea, Nelle tue mani affronta temi di assoluta attualità come l'eutanasia, con i casi Welby ed Englaro, l'inseminazione artificiale, la ricerca sulle cellule staminali e le caratteristiche dei sistemi sanitari moderni, sempre più legati al concetto di business. Temi che Ignazio Marino, chirurgo di fama internazionale e personaggio di spicco del panorama politico italiano, conosce per esperienza pluriennale di medico e di politico.
Il risultato è una riflessione sulla professione medica e sull'intreccio tra medicina, bioetica e politica sorretta dalla convinzione che «chi sceglie di fare il medico ancora oggi lo faccia soprattutto per passione, con grande impegno e con la volontà di condividere sofferenze e gioie altrui».
La pubblicazione di Nelle tue mani ha subito sollevato una accesa discussione sui giornali attorno ai temi trattati nel libro.
Così Stefano Rodotà ha recensito il saggio di Marino sulle pagine di Repubblica:
«Una argomentazione netta, che non evita le questioni critiche, anzi le mette in evidenza, e che proprio per questo è libera da condizionamenti ideologici.
Si chiarisce così anche uno degli equivoci più pesanti della discussione italiana, che identifica l'attenzione pubblica per i problemi della vita e della salute con l'imposizione di un'etica di Stato. [...] E, via via che si avvicina a questo nodo, il libro assume i toni di una impietosa requisitoria, che mette a nudo i vizi di gestione di una riforma sanitaria che si è allontanata dalla sua ispirazione, garantire a tutti un diritto fondamentale. Marino non fa sconti a nessuno. Né al Parlamento, "provinciale", incapace di un vero contatto con la realtà; né alla classe medica, "orientata più dall'avidità che da un sincero senso di missione"; né a un business della sanità dove troppo spesso il profitto cancella ogni altro criterio. Se l'indignazione muove la sua denuncia, a essa segue una puntuale indicazione dei rimedi. Non si potrebbe trovare un libro più "propositivo"»
Nel dibattito è intervenuto anche il cardinale Carlo Maria Martini, che con il suo articolo dedicato a Nelle tue mani, apparso sul Corriere della Sera, ha rilanciato il dialogo tra laici e cattolici sui temi della bioetica:
«Quell'espressione "nelle tue mani" non si riferisce soltanto ad altri, ma tocca anche in prima persona ciascuno di noi, che sente di essere "nelle proprie mani". Così vengono a collegarsi i due elementi, cioè la forza della medicina e il sapiente e prudente giudizio della persona. [...]
Certamente, come afferma l'autore, "è dovere del medico non accanirsi, sapersi fermare quando non cè più nulla da fare anche se questo provoca frustrazioni e sconforto". Ma quando si verificano questi casi, che vorremmo ancora chiamare "estremi", in particolare quando "c'è uno stato che non solo impedisce di esprimersi e di relazionarsi col mondo esterno, ma blocca la coscienza e riduce la persona a un puro vegetare e tale stato si rivela, dopo un attento e prolungato esame, come irreversibile?" L'autore cerca di informare il lettore di tutte queste realtà e queste possibilità, pubblicando anche i documenti relativi, talora poco noti. Come narratore, egli ci fa partecipare ai suoi dubbi e alle sue certezze, facendoci per così dire vivere come in prima persona gli eventi narrati. Non si tratta solo di eventi riguardanti l'interrogativo dei limiti della medicina, ma anche di fatti riguardanti per esempio le sfide della sperimentazione, in particolare dei trapianti. Dal tutto traspare una umanità e una onestà nel considerare i singoli casi che spinge alla fiducia nel mettersi "nelle mani" di tanti servitori della vita. Ciò però non esclude il rischio e la responsabilità che ciascuno deve saper assumere quando venisse il momento di farlo».