09 Ott 2009 |
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Pubblichiamo direttamente dal blog di Andrea Scanzi "Il criminoso" .fonte micromega on line.
L'hanno presa bene
Che fine ha fatto Tony Binarelli?”. Questo mi chiedeva, con ossessività inconsolabile, Luigi Amicone stanotte dopo il quinto giro di cedrata guatemalteca (allungata col rododendro sdrucciolo). Gliel’avevo passata per affogare nell’alcol i dolori del Lodo, ingiustamente divelto dalla Consulta, sperando negli effetti abbacinanti delle Ericaceae macerate. Di solito funziona, ma più Luigi beveva e più mi raccontava di quella volta che era piccolo e guardava in tivù i giochi illusionistici di Tony Binarelli con Claudio Brachino e Laura Ravetto (di cui è, come me, segretamente innamorato). Da quella volta Amicone ci ha la fissa con Binarelli. Va capito. Ha pianto molto, Amicone. Vederlo così mi ha fatto male. Se avete un dvd di Binarelli, mandatelo al fermo posta di Flores D’Arcais (poi lui me lo girerà, usando un uccello migratore marxista per postino). La forza del centrodestra è però quella di reagire con serenità alle traversie bolsceviche della storia. Ieri nessuno è andato sopra le righe: nessuno.
E sì che ce n’era motivo. Quei comunisti della Consulta, organo notoriamente stalinista, hanno dato un colpo ferale alla democrazia italiana. Al male non c’è davvero mai fine (e io che credevo che l’Armageddon fossero gli articoli di Piero Valesio). Quanto dolore, ieri, guardando la tivù. Per forza che poi uno si dà alla cedrata guatemalteca: è l’unica salvezza. Umberto Bossi ha detto che scenderà in piazza con i Galli, e non si è capito se la sua fosse un’immagine squisitamente campestre o se piuttosto alludesse a Calderoli quale novello Obelix. Adolfo Urso, che già con quel nome non parte facilitato (peggio sarebbe solo Benito Perego), trascinava stancamente le sue floride membra linguistiche nello scantinato trotzkista di Ilaria d’Amico a La7. Maurizio Belpietro, col suo prognatismo bulimico, trasudava la consueta simpatia abbacinante (cit), minacciando di abbandonare lo studio se non lo facevano parlare almeno sette ore e mezzo senza interruzioni. E poi c’era lui, Maurizio Lupi, il grandissimo Lupi, uno che quando parla sa cosa dice ma non lo sanno gli altri, improvvisamente vittima di una mutazione genetica: le orecchie da Spock, il viso quadrato come un Playmobil uscito sghembo dalla fabbrica, lo sguardo arguto di chi ha capito che il triangolo si chiama così perché non ha quattro angoli (ma tre). Quanto dolore, quanta mestizia. Che scenario post-atomico. E voi che godete di tutto questo, che leggete le menate di Travaglio, che tintinnate con le vostre manette attaccate alla cintura quasi che fossero portachiavi proletari. Siete davvero dei delinquenti senza cuore (cit). Fortunatamente c’è chi ha saputo fotografare con lucidità la situazione, unendo l’aplomb di Brunetta con la propensione alla digressione intellettuale di Gasparri. Ecco i tre interventi che più di tutti hanno saputo interpretare l’incresciosa situazione contingente. Vagliamoli (?). La silloge bondiana. Also sprach Sandro Bondi: “Ogni giorno sono stupefatto (si intuisce dalla pettinatura) dalla determinazione, dal coraggio e dalla forza morale che il Presidente del Consiglio esprime di fronte a quello che di sconcertante accade da quasi 20 anni in questo sventurato Paese (sventurato è la parola giusta). Dobbiamo sapere tutti che senza di lui, senza la testimonianza quasi eroica (togli il quasi, cribbio) e certamente commovente (molto commovente) che offre al servizio della libertà, della democrazia e dello sviluppo dell’Italia, saremmo tutti privati della possibilità di guardare al futuro con un minimo di speranza”. Bravo Bondi. Di lui mi piace la misura, il coraggio intellettuale, quel suo non essere mai servile. Quelle sue iperboli a metà strada tra Milan Channel e l’Istituto Luce. Daje Sandrino. Il Fede addolorato. Eravamo tutti convinti che Emilio Fede non avrebbe mai più sofferto come quella volta delle bandierine prodiane dopo le elezioni del ‘96. E invece. Ieri è andato in onda alle 19, poco dopo la sentenza della Consulta. Era devastato. Vi segnalo il reperto audio-video.
(video a fondo pagina)
Lo si analizzi, con la consueta dovizia. Premetto: ha parlato tre minuti senza dire niente. Ma non tutti possono avere la profondità di Angusto Minzolini. “L’opposizione… Pifdnd (Pierferdinando) che dice Non è….ehh (ehh)…in questo paese dicepierdndcasin (traduco: dice Pier Ferdinando Casini) che fa parte dell’opposizione… non c’entra Di Pietro e quello che dice Di Pietro non ci interessa (ma infatti: andasse pure a sculacciare le antilopi del Caucaso, quel mona di Di Pietro)… In questo paese dice (chi?) in questo paese c’è scarsa attitudine a rispettare le leggi soprattutto le sentenze (è una critica a Berlusconi, ma Fede pensava che il soggetto fosse Belfagor e quindi non l’ha censurata)… Non è un giudizio universale (quale?) la Corte Costuzionale ha espresso una legge che si è rivlt eeehh ahhhh ghrmrhngtr a questo (chiarissimo). Naturalmente (certo, naturalmente) il Governo dice Casini che ha preso il voto degli elettori (chi li ha presi i voti, Casini? CHI è il soggetto, porca miseria?) deve continuare a fare il suo lavoro a occuparsi cioè del problema degli itlniii (???) che vengono prima di quelli (prima di chi?)… che possono essere contenuti…nella sentenza o il risultato (ma il risultato di che? E poi la sentenza cosa contiene? Gli italiani? Mah). Per Gaetano Pecorella, che è uno degli avvocati che ha difeso davanti alla corte il Lodo Alfano (con risultati straordinari, aggiungerei) il risultato dice non cambia il quadro politico… il risultato la sentenza qualunque essa sia (addio, è andato in loop: resettate Emilio) Se fosse negativo (è negativo) non sarebbeunasentzadicndnaberluscmarim (qui si è sfiorato l’embolo)…riaprirebbe soltanto i processi (hai detto niente)”. Qui c’è una pausa satura di dramma interiore. Si prosegua con l’esegesi. “Poi naaaaaa…. (gesticola con fare ansiogeno, se gli avessero sterminato la collezione dei Trudini avrebbe sofferto di meno)… la Lodo (”la Lodo”, certo. E magari pure “Le Alfano”, “Gli Governo”, “I Italia”: articoli in libertà, come la Costituzione) è stato respintoooo (effetto eco-rinculo) non all’unanimità ma a maggioranza (una consolazione, il gol della bandiera lo avete fatto: Leonardo si è fermato molto prima). Eeeehhhhhh (eeeehhhhh)….Cicchitto (oh ecco, Cicchitto lo volevo) dalla Consulta un attacco a Berlusconi (ma chi lo dice? Cicchitto? Fede? E stai calmo, Emilio, che poi non ti capisco) Berlusconi dice orailpopoloitalianodovràfarsentirelasuavoce (qui si è rischiata la sincope) ma… questa è…. Fa parte..ggghm ggghm (toh, ora Fede parla come Java di Martyn Mystère, che però - duole dirlo - si fa capire meglio)… del…diciamo delle…reazioni a caldo (ma COSA dici, Emilio? Sicuro di star bene? Vuoi una Cedrata Guatemalteca anche tu?). Buttiglione dice (ma chi se ne frega di Buttiglione, via) Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale ma questo non vuol dire dimissioni né elezioni (sempre arguto, Buttiglione). Eeeeh…chhhh..av…dettoooo (ma che è, un telegrafo rotto?)… il restoooooo…con riflessione (oddio lo stiamo perdendo) legittima e si potrebbe aggiungere serena ammesso che uahhhhhhhhhh il Presdconsiglio (crasi che sta per “Premier”) potesse essere sereno in queste ore (serenissimo, lo vedremo tra poco) ma certamente già convinto da ieri di quello che sarà….eeeeeehhhh…saranno i problemi da affrontare (niente dai, io oggi non ti capisco)…. E ha detto Comunque vada io vado avanti perché devo guidare questo paese legittimato dalla ehhh maggioranza degli elettori (non ti vedo bene, Emilio). Non cambia secondo me… non so cosa diranno i sondaggi (mi sa che in questo momento non sai molte cose, Emilio) ma son quasi convinto che seeeee era ieri il 68 virgola otto (sempre precisi, ’sti sondaggi: 68, non 67 o 79. 68.8. Precisi) di fiducia in Berlusconi ehhh domani o dopodomani sarà forse di più (e qui sono d’accordo) perché si aggiunge a tanti altri di problemi (eeehhh?) e comunque non cambia il quadro politico (sì Emilio, questa è l’unica cosa che abbiamo capito)…tutt’altro”. Ancora una pausa straziante, poi il finale. “Eeeeeehhhhh….ghhhhm (ancora il neanderthaliano Java)….c’è Bossi (oh ecco, Bossi mi mancava: che dice quel mattacchione dell’Umberto?)…dice….eeehhhh cosa dice Bossi? (addio, parla da solo)…. Ha espresso naturalmente solidarietà al Presidente del Consiglio (certo: naturalmente)… poi ha detto Andiamo avanti non ci piegano (qui secondo me c’era anche un “cazzo!” rafforzativo, Bossi parla così, ma è stato omesso in rispetto alle casalinghe di Voghera)… ehhhh… nemmeno pupazzocontoggghhh (???????) parla del suo incontroconsilvioberlusconidicendonemmenoluivuoleleelezionianticipate (quando Fede accelera, non è mai un bel segno). L’ho trovato forte e questo mi ha fatto molto piacere l’ho trovato deciso a combattere (ma chi è che sta parlando adesso, Bossi? Fede? Adolfo Urso? Non si sa)… Devo dire che di questo non ci possono essere dubbi (sulla grammatica, magari, un po’ di dubbi sì). Mmmmmmmmhhhhhh (oddio, perché ora muggisce?) Bersani (ah, è Bersani che lo rende ruminante) che è il candidato legittimo (lo decide lui chi è legittimo e chi no) quello che certamente andrà al posto di Franceschini che certamente ha fatto il suo tempo (questo, va detto, è ineccepibile)…. Ehhhhh (ehhhhhh) tra laaaaaa (trallallero-llero-lla) aaaaaaaaaaaahhhh (sì, è andato) alla segreteria del Partito Democratico Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio (virgole mai, eh) Berlusconi continua a fare… continui (ecco, magari il congiuntivo è meglio) a fare il suo mestiere sapendo che poiiii cisi…cisi.. (cisi che?) ci saranno ooohhhh i processi davanti ai quali lui ha detto (lui chi? Bersani? Berlusconi? Biribicchio? SPIEGATI, Emilio, diamine. Sembri il codice fiscale di Martufello) Ma io vado in tribunale sono pronto a tutto a difendermi come ha fatto da tanto tempo (sì, dalla Banca Rasini) se ricordiamo ttoqllabbiamofatto (traduco: tutto quello che abbiamo fatto)”. Qui Fede è svenuto. Gli siamo vicini. Il Berlusca Avvelenato. Ecco il terzo e ultimo reperto. Tutto si può dire, di Silvio Berlusconi, tranne che sia iracondo. Lui non sbaglia mai una parola. Certo, i soliti garantisti diranno ora che è stato irrispettoso con il Presidente della Repubblica (”Mi aveva promesso che avrebbe garantito sulla Consulta, lui li conosce quelli di sinistra”), che è stato sgarbato con Rosy Bindi (”Lei è più bella che intelligente”, battutona peraltro non sua ma di Vittorio Sgarbi). E si potrebbe eccepire (cit) sul suo essersi presentato al Cardinal Bertone, che in via teorica di santità dovrebbe intendersi, come “San Silvio da Arcore”. Dettagli marginali. E’ il discorso pronunciato a caldo davanti ai cronisti che ci consegna il Berlusconi d’annata. Un uomo sereno, rispettoso delle regole, unicamente teso agli interessi del Paese e piacevolissimo nell’eloquio. A me quasi erotizza, veramente. Ascoltiamolo e carichiamoci tutti.
(video a fondo pagina)
“Niente (quando uno comincia una frase con “Niente”, quasi sempre gli girano le palle) non succede nulla (proprio nulla)… Andiamo avanti abbiamo governato cinque anni con o senza Lodo andiamo avanti (si sta incazzando, occhio). Io non ci ho mai creduto (disse la volpe all’uva) perché con una Corte Costituzionale con 11 giudici di sinistra (undici, non uno di più, non uno di meno: il voto poi è stato 9 a 6, evidentemente due dei comunisti si son fatti dettare il voto da Latorre) era impossibile che approvassero questo. Dopotutto voglio dire eehhh la la la (la la la) la sintesi qual è: Menomale che Silvio c’è (certo, come no. E’ proprio la sintesi che viene in mente a tutti noi. Uno sente la notizia della Consulta e pensa d’acchito: “Menomale che Silvio c’è”. Un ragionamento molto logico, Silvio: un po’ come se Azeglio Vicini a Italia ‘90, dopo la semifinale con l’Argentina, avesse detto: “La sintesi qual è? Menomale che Zenga c’è”). Perché se non ci fosse Silvio (solo Alberto Tomba, nella storia recente, parlava di se stesso in terza persona) con tutto il suo governo e con il supporto del 70 percento (70: non 71 o 69, 70. Precisi) degli italiani saremmo in mano a una sinistra (che non esiste) che farebbe del nostro paese quello che tutti sapete (a dire il vero, se c’è una cosa che nessuno ha ancora capito, è cosa vorrebbe fare la sinistra del paese, e più in generale cosa farebbe la sinistra, ma forse ci siamo distratti). Qui Berlusconi ci spiega. State attenti. “E quindi bene così (sì, benissimo: vamos). Abbiamo una minoranza di magistrati rossi organizzatissima (ad esempio quella delle sentenze anarchiche su scuola Diaz e Bolzaneto) che usano la giustizia ai fini di lotta politica e uno (e due, e tre, la Rosina fa il caffè). Abbiamo il 72 percento della stampa (72: non 71 o 73, 72. Preciso) che è di sinistra. Abbiamo tutti gli spettacoli di approfondimento della televisione pubblica pagata coi soldi di tutti che sono di sinistra (anche il programma a cui ha telefonato ieri sera a RaiUno). Ci prendono in giro anche con gli spettacoli comici (tipo quelli di Grillo e Luttazzi, che la tivù non la faranno mai più), il Capo dello Stato sapete voi da che parte sta e abbiamo 11 nella Corte Costituzionale eletti dai Tre Capi dello Stato della sinistra (???) che… fanno della Corte Costtznl (solita crasi) non un organo di garanzia ma un organo politico. Noi andiamo avanti (menomale, un po’ di timore lo avevo), i processi che mi scaglieranno addosso a Milano (e che sono, molotov?) sono delle (lo scandisce) autentiche f-a-r-s-e. Io sottrarrò qualche ora alla cura della cosa pubblica (anche più di qualche ora, noi non ci offendiamo mica) per andare là e sbugiardarli tutti (minaccia o promessa?). Queste cose qua a me mi caricano (”a me mi” non si dice: è l’abc della comunicazione, uffa), agli italiani gli caricano (GLI caricano? GLI caricano? GLI caricano? Ma come parliiiiiiiii??????). Viva l’Italia, viva Berlusconi! (che sarebbe lui)”. Qui si sente, sullo sfondo, un “bravo bravo!”. Era Amicone, nascosto sul calzino (destro) del Premier. E ora scusate, vado a chiedere l’amicizia su Facebook a Benito Perego. P.S. “Ericaceae” è la famiglia a cui appartiene il Rododendro. Tanto per farvi capire quante cose so. A me non la si fa (cit).
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Ottobre 2009 16:51 |


