10 Mar 2011 |
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Bersani: "Berlusconi resiste ma noi abbiamo più grinta e più tenuta, noi resistiamo un minuto di più di lui. Arriverà il momento in cui se ne andrà e da tutti i circoli del PD si dirà come Vasco Rossi: "e già noi siamo ancora qua". Perché noi abbiamo un progetto per il futuro dell'Italia e lui è solo avvinghiato al suo potere". Rosy Bindi consegna le prime firme a Palazzo Chigi “Mettiamoci in cammino per una fase nuova. Nel cuore della crisi italiana c’è la condizione delle donne: è crisi economica e morale, il berlusconismo ha incrinato lo spirito civico con pensieri cattivi e sbagliati. Che il consenso viene prima delle regole, che l’individualismo è la soluzione ai problemi, che la mercificazione della donna sia lo spazio della sua libertà con un uso smisurato del potere e della ricchezza. No, no, no". È il passaggio più forte del discorso del segretario del PD, Pier Luigi Bersani, dal palco allestito a Piazza Di Pietra a Roma nel centenario della festa dell’8 marzo. Con lui ad intervenire sul palco è la portavoce della Conferenza delle donne del PD, Roberta Agostini, e la segretaria del Partito Democratico tunisino. Dietro il palco i pacchi di firme: il Pd ha portato in piazza 120 scatole chiuse in 3 apecars, contenenti fisicamente circa 6 milioni di firme per le dimissioni del premier. A queste si aggiungono i 4 milioni di moduli inviati ai cittadini e le centinaia di migliaia di firme già raccolti on-line. C'è anche una scatola riservata espressamente al Presidente del Consiglio, di colore giallo, che contiene i primi moduli della raccolta firme così come sono stati consegnati alla sede del PD. Scatola che a fine manifestazione Rosy Bindi porterà a Palazzo Chigi, nelle mani di Gianni Letta. E riferendosi all’arrivo della Bindi a Palazzo Chigi per lasciare alcuni dei moduli riempiti dalla firme degli italiani si concede una battuta: “Rosy Bindi è una donna non disponibile. Ma sarebbe bello che per una volta fosse disponibile il presidente del Consiglio e si dimettesse. Non ci aspettiamo che Berlusconi rassegni le dimissioni nelle mani di Rosy Bindi che gli porterà le firme per le dimissioni. Sarebbe un regalino mica da poco. Se lui ha resistenza, ha il fisico, ha la tenuta, noi gli diciamo che abbiamo più tenuta e grinta di lui e resisteremo un minuto in più di lui. Arriverà un momento in cui se ne andrà e dai circoli del Pd di tutta Italia, come l'ultima canzone diVasco Rossi si alzerà il grido 'Eh già, io sono ancora qua'. Noi abbiamo un progetto per il futuro del Paese, lui non può più buttare la palla avanti, ha distrutto quello che c'era e può solo avvinghiarsi al potere. Il Pd invece deve continuare a combattere come opposizione, senza perdere un colpo deve indicare un'altra strada e indicare una prospettiva al paese perchè Berlusconi sta vivendo un tramonto ma il tramonto può essere pericoloso e creare tensioni tra le istituzioni".
La Bindi uscendo dalla sede del Governo scherza con cronisti: "Siamo libere, senza Berlusconi ma libere". Poi racconta di aver consegnato le firme assieme al libro nero delle donne, con tutti i tagli ed i passi indietro dell'esecutivo, e alle proposte del PD. Ora ci aspetta una sana battaglia politica, non so se ascolterà il nostro invito ma è stato un 8 marzo bello, con un'azione politica forte, una festa sulla condizione della donna in Italia e nel mondo. Oggi con le firme, domani con i voti. Alle amministrative le firme si trasformeranno in voti e saranno molte di più di 10 milioni”.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Marzo 2011 19:25 |