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03

Giu

2009

L'appello dei 'Peròdem'. Ovvero: perché bisogna votare Pd

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Scritto da PD Poggio Berni   

Sta girando in rete questo appello, rivolto ai "Peròdem", ai delusi e arrabbiati. È il messaggio, dice Giuseppe Civati, rovesciato rispetto a quello di Staino e dei "Democratici anonimi", «di chi vuole cambiare il Pd e però prima votarlo, per dargli forza, di chi si sottrae alle logiche di corrente, al tanto peggio, tanto meglio, di chi spera in un inciampo del segretario per cambiarlo, di chi vuole un risultato a metà per riaprire un fronte interno. È un appello di persone perbene, che ci credono e che non "scherzano" sul risultato elettorale».



L'ha sottoscritto Debora Serracchiani, lo ha fatto anche Ivan Scalfarotto.
Altri blogger di area democratica e non stanno riprendendo il messaggio, nella prima catena blog (in linguaggio tecnico: meme) che sia mai stata fatta in Italia con finalità elettorali. Altri lo hanno pubblicato su Facebook e messo in rete sui loro siti e sui loro blog (uno di questi è www.civati.splinder.com)

Ecco l'integrale dell'appello:

Perché bisogna votare Pd

Lo so, molti elettori sono esasperati, hanno vissuto male questo nuovo partito, lo hanno amato, in alcuni casi, senza essere ricambiati (dal Pd e dalla sua politica). Molti entusiasti della prima ora sono rimasti delusi, molti delusi in partenza sono rimasti entusiasti di essere delusi. Però, facendo questa campagna elettorale, una campagna elettorale difficile soprattutto dalle mie parti (in partibus infidelium), mi rendo conto che da questo Paese sta scomparendo la politica. Ed è pericoloso e preoccupante. E tutto si gioca e si 'brucia' in poche battute, sulla sicurezza anche dove sono tutti sicuri, sulla casta anche dove il sindaco guadagna qualche centinaio di euro, sulla polemica e sul gossip, perché non abbiamo parole per descrivere la crisi, per interpretarla, per offrire quelle soluzioni che ci consentirebbero di farvi fronte e di uscirne. La politica non c'è più e, invece, sarebbe necessaria a ciascuno di noi, se solo fosse capace di parlarci, di dirci qualcosa, di permetterci di essere più forti e sereni. Per farlo, ci vuole una forza grande e autorevole, nel nostro campo, perché sia possibile lanciare la sfida a B e ai suoi. È un argomento semplice fino alla rozzezza, il mio, ma è l'unica cosa che sento davvero. Sono preoccupato e sono arrabbiato, come tanti di voi, per il tempo che abbiamo buttato via. Per il futuro che non sappiamo più raccontare. Per la cattiveria di questi tempi. Vorrei che seguiste il mio consiglio, anche e soprattutto se, come me, volete cambiarlo, questo partito. Perché per cambiarlo, prima bisogna votarlo. Bisogna dargli forza, bisogna costruirlo. Fatelo e questa volta, ve lo prometto, non ve ne pentirete. Perché c'è qualcosa di nuovo, nell'aria cupa dei tempi nostri. Il mio è un impegno preciso, non è una favola, anche se mi sento un po' come il gatto con gli stivali: al giovane che lo riceve come unica eredità, rispondendo alla sua delusione fin troppo comprensibile, il gatto promette: «insieme potremo fare molto». Incominciamo il 6 e il 7 giugno. Perché il Pd più lo voteremo, più lo cambieremo.

 

Fonte:www.unita.it

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Giugno 2009 17:01
 
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