04 Set 2009 |
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Continua la costruzione del Partito Democratico, ci prepariamo al congresso.
I comitati di sostegno alle candidature sono molto attivi e prossimamente, anche nel nostro Circolo, entreremo nel merito. E’ necessario, prima di buttarci a capofitto in tutto questo “bailàmme”, definire un punto chiaro, poiché dobbiamo fare uno sforzo mentale che ci consenta di mantenere l’ago della bussola puntato sempre verso l’obiettivo. L’occasione del congresso va sfruttata per rafforzare la nostra identità politica, per continuare a lavorare alla costruzione del partito ed evitare che diventi l’ennesimo pretesto per dividerci e indebolirci. Purtroppo il reparto “genio guastatori” si è già allertato, soprattutto a livello locale. Mi piacerebbe pensare che sia un modo di difendere la bontà del proprio punto di vista ma, anche se così fosse, è dannoso farlo facendosi del male, poiché le verità in tasca spesso sono diverse. Capisco che in democrazia l'atteggiamento battagliero, per la difesa delle proprie idee, induce a volte ad aumentare il volume, ma questo non può travalicare il limite dell'offesa personale. No, questa non è più politica. Detto questo, va da sè che la situazione del nostro partito, soprattutto a livello nazionale, non è inquadrata nel periodo migliore. Ho ascoltato un passaggio di una canzone di Vecchioni che mi sembra dica bene l’essenza delle nostre difficoltà interne sia nazionali che locali: cantiamo la stessa canzone con altre parole e ci facciamo male perché non ci capiamo niente. Nonostante il senso di perdita che continua ad accompagnare la costruzione del partito emerge sempre più chiaramente che non c’è solo quello che abbiamo perso, ma c’è anche quello che abbiamo acquisito: una nuova capacità di guardare avanti con entusiasmo e ottimismo, una capacità di guardare più lontano, di pensare e preparare il futuro, di dare un senso a parole e valori che sembravano svuotati del loro contenuto. Quello che ancora spesso ci capita e che le persone non capiscono è di arenarci nelle secche dei confronti interni.Continuiamo a volare basso senza renderci conto che la gente ci guarda e aspetta un segnale da noi. Nonostante le traversie continuo a vedere nel Partito Democratico una forza impressionante, sempre crescente, nonostante i livelli minimi che abbiamo toccato. E’ una curiosità per la politica che non c’era prima, un’ottimismo nei confronti di un futuro possibile, che ora appare più a portata di mano. Il Partito Democratico è l’unica scommessa che si può fare, dobbiamo metterci in condizioni di governare il Paese, perché quello che c’era prima non c’è più e quello che sarà è tutto da costruire. Ma è proprio questo il senso che deve dare il congresso, che lo si voglia o no qualcosa di nuovo sta maturando, quel che c’è da fare adesso è vivere questo tempo con tutte le sue difficoltà con coraggio e fiducia, perchè il tempo nuovo è già cominciato. Il Pd c’è!
Ho creduto necessario che l’adesione alle mozioni fosse dettata per ognuno di noi dalle sue idee, da quello che ognuno ritiene prioritario e anche, perché no, dall’affinità di ognuno con le personalità in campo. Per questo ho ritenuto di dover mantenere una posizione di equidistanza dalle varie mozioni e non ho aderito, in qualità di segretario di circolo, formalmente a nessuna, anche se è ovvio che come militante ho maturato una mia scelta e vorrei che ognuno si sentisse altrettanto libero. In questo circolo hanno diritto di esistere tutte le posizioni, quello che importa è che alla fine chi sarà scelto democraticamente sarà il leader del partito tutto, e che tutti lavoreremo per quella idea di partito. C’è un fenomeno che si sta verificando, soprattutto a livello provinciale, ed è la tendenza a schierarsi in base alle storie politiche di appartenenza. Purtroppo prevalgono ancora le logiche da "ex". Personalmente non mi piace, perché è nella scia del tentativo continuo di far prevalere un’identità sulle altre, ho l’impressione che serva solo a mantenere ruoli e non è nemmeno aderente a quella che è la vera realtà del Partito Democratico, quella che è la sua forza di novità e cioè le tante persone che si sono avvicinate di recente, svincolate dai legami delle appartenenze passate o che non hanno alcuna precedente storia politica. E sono tante e non possiamo perderle. Sono le persone che si collocano nel centro sinistra, per le proprie idee e convinzioni, e hanno deciso che il partito democratico è la loro casa, quale che sia la scelta predominante. Scelta che emergerà dalla partecipazione democratica e sarà democraticamente indicata dalla maggioranza. Questa è l’unicità del nostro partito!
Sapete che ci sono tre mozioni con i relativi candidati: Bersani alla segreteria nazionale e Stefano Bonaccini alla segreteria regionale Franceschini alla segreteria nazionale e Mariangela Bastico alla segreteria regionale Marino alla segreteria nazionale e Thomas Casadei alla segreteria regionale Quello che salta agli occhi leggendo le mozioni non sono le diversità ma le affinità , sulle questioni fondamentali c’è comunanza di idee, non poteva che essere così, certamente, ma finalmente ce lo diciamo, mettiamo a fuoco i valori condivisi. Quello che è mancato di più in questi mesi di costruzione del partito sono state proprio le occasioni per riflettere di linee guida e valori, abbiamo approfondito la forma: l’organizzazione, i tempi, le regole, le persone, ma poco abbiamo parlato di linee politiche. Abbiamo fatto uno sforzo grande con gli incontri per la costruzione del nostro programma elettorale, abbiamo messo in campo capacità di progettare ed elaborare contenuti, è stata quella la parte in cui è venuto fuori il meglio di noi, ma abbiamo fatto da soli in casa. Non basta. All’ Assemblea dei circoli di marzo a Roma, il segretario nazionale raccogliendo le richieste dei circoli aveva promesso: formazione politica e finanziamento dei circoli, io spero che chiunque sarà il nuovo segretario queste promesse saranno mantenute.
I temi che accomunano le mozioni sono tanti. Intanto è condivisa l’idea che il partito democratico sia cresciuto sulle radici dell’ulivo. Si conviene poi sull’idea che le diversità siano una ricchezza per il nostro partito, che amalgama persone diverse e incrocia percorsi, ma dopo il confronto anche acceso dobbiamo essere capaci di assumere decisioni, se necessario, anche solo a maggioranza e dobbiamo imparare a parlare con una voce sola, “unitariamente da PD”
Condividiamo l’obiettivo: dobbiamo diventare forza di governo! Sono trasversali alle mozioni temi come : l’europeismo, l’emergenza ambientale ed economica, l’economia verde e le risorse energetiche, la dignità del lavoro, la difesa dei diritti , la valorizzazione del merito, la riforma del “benessere” sociale, la laicità dello stato e tanti altri. Ma ciò che è fondamentalmente in comune ed evidenziato nelle varie mozioni è che non possiamo più lasciare che il nostro paese sia governato con incompetenza, ignoranza e arroganza. Poggio Berni 3 settembre 2009
Il segretario di circolo
Cinzia Casadei
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Settembre 2009 16:43 |
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