"Le parole di Silvio Berlusconi sulla scuola rientrano nell'"ignobile stupidario quotidiano che ci propone il presidente del Consiglio". Lo ha detto Pier Luigi Bersani parlando ad una manifestazione del Pd sul 150° anniversario dell'Unità d'Italia, a proposito di quello che ha definito "l'ennesimo attacco alla scuola pubblica" del premier.
Oggi, nel corso del suo intervento al meeting Pdl-Al servizio degli italiani, il presidente del Consiglio aveva affermato: "La sinistra dice che ho attaccato la scuola pubblica, ma non è vero. Ho semplicemente detto che se una famiglia manda il figlio in una scuola pubblica e per sua sfortuna si trova un insegnante di sinistra che vuole inculcargli dei valori diversi rispetto a quelli della famiglia, lo Stato attraverso le regioni deve intervenire per dare a quella famiglia adeguato sostegno per mandare suo figlio in una scuola privata e cattolica".
Il segretario del Pd, dal palco dell’Eliseo, è intervenuto ironicamente sull’argomento: "Perché non va Berlusconi nella scuola a inculcare i valori della famiglia visto che se ne intende? La potremmo chiamare 'scuola Berlusconi, qui si inculcano valori famigliari, corsi serali, quotidiani e altro'".
Tantissime le reazioni di indignazione degli esponenti del Partito democratico. Francesca Puglisi, Responsabile Scuola della segreteria ha dichiarato: "Meno male che c'è la scuola pubblica che inculca ai giovani i valori costituzionali che il premier continua a sfregiare. Insegnanti che inculcano alle ragazze che il successo non si deve ottenere vendendosi ad un vecchio signore inceronato ma con lo studio, la serietà e la perseveranza". Ed ha aggiunto: "Purtroppo ciò che la scuola insegna la mattina viene distrutto la sera dalle televisioni di Berlusconi”.
Il presidente del Forum sulla scuola del Pd, Giovanni Bacheletha ricordato “come di fatto il governo abbia tagliato i fondi anche agli istituti cattolici e privati. Credenti di ogni confessione e non credenti - ha detto ancora - sanno bene che questa insulsa contrapposizione non giova a nessuno e serve solo a mascherare il l'ostilità del premier verso ogni cultura di destra, di centro e di sinistra, laica e cattolica che sia''.
''I valori familiari e religiosi suoi e di Formigoni - sono infatti plasticamente rappresentati dalla loro ultima trovata: un uovo di Pasqua dal quale esce una modella in costume da bagno'', ha concluso ricordando il singolare regalo di Pasqua per il presidente da parte del governatore lombardo.
Per Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera “ si tratta di paturnie da gerontocomio che non incantano più nessuno e che si commentano da sole”.
“E' grottesco che Berlusconi faccia retorica sulla famiglia mentre è imputato per prostituzione minorile e tutti i giornali del mondo sono pieni delle sue "gesta" nelle serate eleganti di Arcore”, ha incalzato la Vicepresidente dell'Assemblea Nazionale del PdMarina Sereni. “E' inaccettabile che il Premier continui ad attaccare la scuola pubblica, a fronte dei tagli che il Governo ha apportato ai fondi per l'istruzione e i servizi socio educativi. Se il sistema non è al collasso lo si deve alla professionalità di tanti docenti che, nonostante la mancanza di risorse e di riconoscimenti, continuano a fare il loro dovere”.
Secondo Rosa De Pasquale, componente della commissione Cultura della Camera, “l’atteggiamento denigratorio di Berlusconi nei confronti della scuola pubblica, non costruisce nulla, ma anzi porta divisioni e contrapposizioni, cercando di togliere quanto con sforzo è stato via via costruito, come la legge 62 del 2000 sulla parità scolastica”.
Berlusconi, dopo questa sua ennesima sortita è stato definito come “Il re Mida al contrario, che trasforma tutto ciò che tocca in odio”, dal deputato democratico, Antonello Giacomelli. “Ha depredato le risorse della scuola ed ora tenta con la vaga promessa di qualche denaro di arruolare le famiglie che hanno figli nelle scuole cattoliche come milizie mercenarie per le sue guerre private”.
“Berlusconi è e rimane un piduista –ha ribadito infine Giacomelli - ostile al mondo cattolico e lontano anni luce dal comprendere la profondità e la ricchezza dei valori della cultura cattolica e la dedizione al bene comune che ispirano la presenza e l'impegno dei credenti nella comunità civile”.
Forti le critiche di tutti i sindacati della scuola e degli studenti contro le affermazioni del premier.
Le dichiarazioni di Berlusconi hanno dato nuovo impulso anche alle manifestazioni studentesche, in programma il 19 aprile in oltre 50 città. "Chiederemo risorse per il diritto allo studio, un vero welfare per scegliere i nostri percorsi di vita senza legami e il libero accesso alla cultura", ha detto Jacopo Lanza dell'Unione degli Studenti”.
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