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15

Giu

2009

Grandi manovre

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Scritto da l'Unita'.it   

La corsa non è ancora cominciata, il gong sarà suonato nella direzione del 26 giugno quando i big del Pd convocheranno il congresso, alzando il sipario su un dibattito che si annuncia infuocato. Ma tra candidature annunciate da tempo e discese in campo maturate più sull'onda dell'emotività che di vere piattaforme, la gara per la leadership del Partito Democratico si presenta affollato già quattro mesi prima dell'appuntamento congressuale.

Due anni dopo il discorso del Lingotto, con cui si era candidato alla guida del Pd, e a cinque mesi dalle dimissioni da segretario, Walter Veltroni torna in campo con un'iniziativa pubblica, il 2 luglio pomeriggio al Centro Congressi Capranica. Il perché lo spiega lo stesso primo segretario Democratico con un intervento che pubblica su Facebook: il progetto del Pd, afferma, è messo in discussione, tornano «richiami antici» e «aumentano le tensioni»; e lui vuole mettere in chiaro che «di tutto abbiamo bisogno, tranne che di ritorni ad un passato che ha poco da dire». Veltroni assicura che non sarà una riunione «correntizia» e sottolinea che in questi mesi ha evitato ogni «recriminazione» o «intervista malevola», assicurando «a Dario Franceschini, al suo sforzo intelligente, un sostegno leale e sincero». All'incontro promosso da Veltroni parteciperanno Francesca Barracciu, Tito Boeri, Sergio Chiamparino, Paolo Gentiloni, Pietro Ichino, Andrea Martella, David Sassoli, Aldo Schiavone, Debora Serracchiani. Lo presiederà Luigi Zanda.

PIER LUIGI BERSANI
L'ex ministro e responsabile economico del Pd è al momento l'unico candidato ufficiale con un annuncio che risale ancora ai tempi della segreteria Veltroni. Anche se Bersani rinunciò a candidarsi dopo le dimissioni del primo segretario del Pd in nome di un accordo di vertice che preferì la soluzione-ponte di Dario Franceschini piuttosto che un congresso anticipato. Ora però l'ex ministro diessino non ha intenzione di fare altri passi indietro ed è contrario anche ad intese che impediscano «un dibattito vero» e una scelta chiara da parte di militanti e popolo delle primarie. Al suo fianco si è schierato da tempo Massimo D'Alema, che confina una sua candidatura alla «extrema ratio» e, nei giorni scorsi, Enrico Letta, che però esclude ticket con Bersani come Veltroni fece con Franceschini.

DARIO FRANCESCHINI
Il segretario del Pd ha sempre detto che il suo lavoro finisce ad ottobre, sviando alla domanda se si sarebbe candidato alla leadership. Ma da più parti ci sono sollecitazioni perchè l'esponente ex Ppi continui il suo lavoro da segretario. Tra i sostenitori di Franceschini, sia pure in modo non ancora ufficiale, c'è Piero Fassino mentre Walter Veltroni, che scelse il suo vice quando a marzo si dimise, ha respinto come «polpette avvelenate» le voci circa suoi 'giochì precongressuali, ovvero l'ipotesi di un ticket Franceschini-Debora Serracchiani, pur vedendo «un'intera classe di giovani dirigenti» pronti per la guida del partito. IGNAZIO MARINO - Il senatore del Pd, salito agli onori della cronaca soprattutto per la battaglia laica sul testamento biologico, viene accreditato come «il terzo uomo», espressione più della società civile che della politica. In realtà sul chirurgo, candidato due legislature fa da Fassino e D'Alema, c'è un pressing a candidarsi dall'area che fa capo a Goffredo Bettini, ex braccio destro di Veltroni, che ha rotto con Franceschini.

PAOLA BINETTI
La deputata teodem ha annunciato la sua discesa in campo «per la guida morale del partito» contro l'ipotesi di una candidatura di Ignazio Marino. Al centro della sua decisione, la difesa dei «valori cattolici» nella convinzione che «se il partito non diventa un serio interlocutore del mondo cattolico, non si schioda dal 25%».

ERMETE REALACCI
L'ex presidente di Legambiente e ex Dl si è detto pronto a correre, convinto che al centro del dibattito del Pd ci debba essere la questione dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile e per schierarsi contro assi «tra ex comunisti ed ex democristiani». Priorità condivisa da Francesco Rutelli, molto critico sulla scelta del Pd di entrare nell'Alleanza dei socialisti e democratici (Asde) al Parlamento europeo, al punto da annunciare il voto contrario in direzione.

I GIOVANI ANCORA DIVISI
La nuova guardia del Pd coltiva da tempo ambizioni di leadership ma al momento i cosiddetti 'quarantenni' del partito, per lo più dirigenti e parlamentari, si presentano divisi. Da un lato, c'è il gruppo promotore del documento 'Indietro non si torna', composta da parlamentari come Andrea Orlando, Andrea Martina, Francesco Boccia, e da segretari locali come il segretario lombardo Maurizio Martina. Da loro è partita la richiesta a NICOLA ZINGARETTI di candidarsi al congresso ma il presidente della Provincia di Roma ha declinato l'offerta. Ora il 2 luglio si riuniranno a Roma alla ricerca di un nuovo aspirante leader. Dall'altro lato, c'è un secondo gruppo di 'quarantenni', composto da Matteo Renzi, Sandro Gozi, Paola Concia e Ivan Scalfarotto, che si sono dati appuntamento al Lingotto di Torino il 27 giugno per lanciare una piattaforma congressuale in attesa di trovare il loro candidato.

 

 

Fonte:www.unita.it

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Giugno 2009 19:55
 
Discussione (3 posts)
Grandi manovre
Jun 17 2009 15:11:30
Discussione sull´articolo: Grandi manovre

Poichè a breve (medio) termine verrà nominato un nuovo segretario del PD, mi piacerebbe avere un parere su chi, tra i personaggi di spicco del partito vedreste come futuro segretario.

Riporto un elenco (non necessariamente completo) di possibili candidati:

Dario Franceschini;
Walter Veltroni;
Massimo D'alema;
Piero Fassino;
Pier Luigi Bersani;
Enrico Letta;
Giovanna Melandri;
Beppe Fioroni;
Francesco Rutelli;
Debora Serrachiani;
Rosy Bindi;
Romano Prodi;
Renato Soru.
#65
Re:Grandi manovre
Jun 17 2009 16:50:08
Ciao Christian
secondo me' in questo momento il PD ha piu' bisogno di benzina che di un motore nuovo.
Benzina sta' per un identita' di fondo che fino ad oggi un po' e' mancata a caratterizzare il PD,il "ma anche" di veltroniana memoria non puo' bastare per dare anima ad un progetto ambizioso come il PD.
Basterebbe risollevare la polemica sul testamento biologico per far emergere le diverse anime del PD.
Potrebbero non bastare le primarie con candidati vecchi e nuovi per salvare il PD.
Mi piacerebbe domandare anche ai nostri dirigenti nazionali se sono convinti che tutte le volte che si aprono i seggi per le primarie del PD raccogli 3mln di votanti.
#66
Re:Grandi manovre
Jun 25 2009 10:32:52
#67

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