27 Nov 2009 |
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Il Partito Democratico dice no alla vendita dei beni confiscati alla mafia
Nel 1996 oltre un milione di cittadini sottoscrissero
la petizione che chiedeva al Parlamento
di approvare la legge per l’uso sociale dei beni
confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte
le forze politiche, che votarono all’unanimità
la legge 109/96
Oggi quel grande traguardo nella lotta alla ma-
fi a rischia di essere vanificato.
Con un emendamento del PdL introdotto in Senato alla legge
finanziaria, infatti, si decide la vendita dei beni
confiscati che non si riescono a destinare entro
tre o sei mesi.
Vendere quei beni equivale ad un regalo alla
mafia, è la resa dello Stato, significa vanificare
il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura,
cancellare il sacrificio di chi la lotta
alla mafi a l’ha pagata con la vita.
Il Partito Democratico dell’Emilia Romagna sostiene
la petizione di Libera e, se non sarà ritirato,
voterà contro l’emendamento sulla vendita
dei beni confiscati.
Chiediamo al Governo che si rafforzi piuttosto,
l’azione di chi indaga per individuare le ricchezze
dei clan. S’introducano norme che facilitano il
riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta
attuazione alla norma che stabilisce la confi sca
di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto
ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni
di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratti alle mafie.
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Discussione (1 posts)
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Giustizia e legalita' non si vendono
Nov 29 2009 19:30:22 Discussione sull´articolo: Giustizia e legalita' non si vendono
Varra' la pena ricordare in questo momento dove l'attacco alla mafia e' portato in maniera cosi forte e determinato dal goveno..... la figura del parlamentare siciliano Pio La Torre. Pio La Torre,sindacalista ed esponente siciliano del P.C.I capi' per primo che per contrastare con efficacia la mafia bisognava sottrargli "la roba",i soldi. La Torre propose una legge che introduceva il reato di associazione mafiosa (Legge Rognoni-La Torre) ed una norma che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi (scopo poi raggiunto dall'associazione Libera, che raccolse un milione di firme al fine di presentare una proposta di legge, che si concretizzò poi nella legge 109/96). Pio La Torre pago' con il prezzo della vita il suo impegno contro la mafia. Fu ucciso la mattina del 30 aprile 1982 insieme a Rosario Salvo mentre stavano raggiungendo in macchina la sede del partito. |
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