21 Set 2009 |
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Elena,insegnante riminese ci racconta il mondo della scuola visto dal suo "privilegiato" punto di vista.
"In questi giorni si parla tanto di scuola e di tagli e il ministro Gelmini non fa altro che rilasciare dichiarazioni in base alle quali assicura che verranno presi provvedimenti volti a tutelare economicamente i precari destinati a perdere il posto.
La scuola primaria italiana, grazie al modulo, era una delle migliori in Europa e ora, il ritorno al maestro unico contribuirà inevitabilmente ad abbassarne di nuovo la qualità perché al giorno d’oggi un insegnante da solo non può gestire in maniera ottimale classi da 28 o più alunni.
In secondo luogo, i tagli effettuati non tengono conto del merito come il ministro continua inesorabilmente a sostenere ma solo ed esclusivamente dell’anzianità. Persone plurilaureate con esperienze all’estero, conoscenza di lingue straniere e specializzazioni vengono tagliate fuori e io ne sono l’esempio.
Mi chiamo Elena, ho 26 anni e da quattro lavoro nella scuola elementare. Mi sono diplomata nel 2002 col massimo dei voti, ho conseguito due lauree (triennale e specialistica in lingue) entrambe con votazione 110/110 e dichiarazione di lode, ho frequentato 5 corsi di perfezionamento linguistico all’estero, tutti a spese mie, ed ora sto prendendo una terza laurea in Scienze della Formazione Primaria per conseguire l’abilitazione per la scuola elementare più la Specializzazione per diventare insegnante di sostegno, per un totale di 8 anni di studi universitari. Il problema è che non so quanto serva tutto questo perché ora mi ritrovo tra quelle schiere di precari che rischiano di non lavorare più. Se davvero il sistema di reclutamento tenesse conto del merito come assicura il Ministro, so che avrei delle buone possibilità di continuare a fare questo lavoro ma purtroppo non è così e dopo tanti sforzi e sacrifici rischio che mi venga preclusa l’opportunità di fare ciò che ho sempre voluto e per cui mi sono battuta con tutti i mezzi e con tutte le mie forze, ovvero insegnare.
Arrivata a questo punto, vorrei delle spiegazioni da parte del Ministro; vorrei sapere quali sono i principi alla base di questa riforma e soprattutto perché si ostina a sostenere il riconoscimento del merito dei docenti quando di fatto non esiste nessuna differenziazione tra chi consegue titoli di studio, chi si aggiorna, frequenta corsi e chi va avanti per inerzia, forte del fatto che col passare degli anni prima o poi, per anzianità, riuscirà a ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Suggerirei inoltre di guardare a quegli stati europei che si piazzano ai primi posti nelle statistiche relative alla qualità dell’istruzione e di imparare qualcosa da questi esempi. Se lo facesse, il Ministro, si renderebbe conto che siamo i meno pagati tra i nostri colleghi europei e quindi anche meno motivati e imparerebbe come riconoscere e valutare i docenti che veramente curano il loro lavoro e cercano di dare il meglio. Basterebbe molto poco. In Irlanda ad esempio ai docenti neo-assunti vengono inviati degli ispettori che a loro insaputa osservano il loro operato e lo stesso vale per gli insegnanti a tempo indeterminato che periodicamente vengono sottoposti a controlli e valutati.
Vorrei delle risposte e delle spiegazioni da parte del Ministro su tutto quello che sta succedendo e sui principi che hanno guidato e motivato questa riforma.
Agli italiani e in particolar modo a tutte le famiglie i cui figli si accingono ad affrontare il nuovo anno scolastico vorrei dire invece che non è col voto in condotta o col grembiulino che si ritorna alla disciplina e che si pone rimedio ai numerosi problemi che da anni affliggono il sistema scolastico italiano. La qualità dipende solo ed esclusivamente dagli investimenti che vengono destinati all’istruzione e dai meccanismi di reclutamento di chi fa la scuola ovvero docenti, collaboratori, amministrativi e dirigenti. Si tratta in sintesi di puntare sulle risorse finanziarie e sulle risorse umane, due elementi che invece la riforma Gelmini, montata su nel giro di pochi gironi, a suon di decreti legge, è andata a colpire di proposito con riduzioni vertiginose e preoccupanti. Non aspettatevi quindi che la situazione della scuola italiana migliori per l’anno scolastico che sta per iniziare e per i successivi; i soldi a disposizione delle scuole sono sempre meno così come le insegnanti, mentre le classi sono sempre più numerose e problematiche. Il panorama che si prospetta non è di certo il sospirato ritorno all’ordine e alla disciplina come ha più volte ribadito il Ministro, ma un inesorabile aggravarsi di una situazione già critica che potrebbe degenerare ulteriormente al punto di non garantire nemmeno la copertura delle classi nel caso in cui un insegnante sia assente per malattia, dato che, tra le tante cose, la riforma non prevede i fondi necessari per garantire l’intervento dei supplenti.
Per quanto riguarda la mia situazione invece e quella di tanti altri precari della scuola e non, vorrei delle risposte e dei provvedimenti concreti da parte di questo governo, siamo stanchi di sentire solo belle parole. Io ho 26 anni e tra i miei progetti rientrerebbe anche quello di avere una casa e farmi una famiglia, non vorrei mai che qualcuno un po’ su di giri mi etichettasse come “bambocciona”! Il problema è che non so ancora quante altre lauree dovrò prendere per diventare maestra e cosa ancora dovrò fare per avere la sicurezza di un lavoro che mi garantisca uno stipendio sufficiente per vivere."
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Discussione (1 posts)
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Elena ci racconta il mondo della scuola
Sep 22 2009 22:19:04 Discussione sull´articolo: Elena ci racconta il mondo della scuola
Grazie Elena per le tue parole di sincero amore per il mondo della scuola. Non ho la presunzione di sostituirmi al ministro Gelmini ma il suo piano e' quello di sfasciare l'istituzione della scuola pubblica. |
#91 |
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