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28

Ago

2009

2009, Italia: spot di documentario su Berlusconi rifiutato da Rai e Mediaset

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Scritto da Partito Democratico.it   

 

Nessuno trasmette i trailer di un film ospite della mostra del cinema di Venezia. Che succede alla tv italiana?

Che succede alla tv italiana? E alla società? Lo racconta Videocracy un film della Fandango che verrà presentato in anteprima alla prosisma mostra del cinema di Venezia.
 


Ma che succede alla tv italiana? Ha deciso di non trasmettere i trailer del film. non stiamo parlando del tg4 o di tutti i telegiornali, ma degli spazi promozionali, quelli pagati dai produttori.
Bene né Mediaset né Rai vogliono trasmettere i 2 spot del documentario. Uno girato secondo la tecnica del tesaser che svela solo aalla fine o in più puntate l'oggetto dello spot presenta una serie di domande e dei primi piani di Berlusconi, l'altro accompagna momenti istituzionali del nostro premier a immagini di valeltte e ballerine che in 30 anni hanno scandito la storia prima della tv commerciale, poi del successo di Mediaset e di un'egemonia culturale a scapito del servizio pubblico.

La tesi del film è lineare: in una videocrazia la chiave del potere è limmagine. In Italia soltanto un uomo ha dominato le immagini per più di tre decenni. Prima magnate della TV, poi Presidente, Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto caratterizzato da politica e intrattenimento televisivo, influenzando come nessun altro il contenuto della tv commerciale in Italia.

Ma la RAI ha mandato una lettera al produttore, Domenico Procacci, spiegando come il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto!! La lettera, continua, affermando che lo spot veicola un "inequivocabile messaggio politico di critica al governo" perché proietta alcune scritte con i dati che riguardano il paese alternate ad immagini di Berlusconi". Dati che come ricorda Procacci "sono statistiche ufficiali, l'Italia è al 67mo posto nelle pari opportunità, l'80% degli italiani utilizza la tv come principale fonte di informazione".
Dice la lettera di censura dello spot: "Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata", non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che "attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso".

Ecco non potremo più riflettere sulla carriera del nostro premier caro Erik Gandini e caro Procacci....
Se proprio volete rispondere alla RAI intestandola perc onoscenza al premier riferitve a lui con termini diversi. Chiamatelo il caro leader.

Non avremo la stessa audience, ma noi i trailer li facciamo vedere. Senza paura.

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

Per Giovanna Melandri, responsabile Cultura del PD "la decisione della RAI è proprio fuori luogo. Siamo arrivati alla paradossale situazione che la RAI, già omologata alla maggioranza di governo, vieta di trasmettere il trailer
pubblicitario di un film reo di veicolare messaggi di critica al governo e di ledere “l'onore e la reputazione
personale del Presidente del Consiglio”. Da oggi, dunque, la televisione pubblica italiana è divenuta sentinella del buon nome di Silvio Berlusconi.
Credo che in nessuna democrazia occidentale, la televisione pubblica procederebbe ad un ostracismo preventivo così come fatto dalla RAI nei confronti di un documentario. Il pluralismo dell'informazione è una delle grandi emergenze del nostro paese".

E Giorgio Merlo, vicepresidente PD della commissione di vigilanza Rai si chiede “Di cosa ha paura la Rai? Per quale motivo è stata rifiutata la messa in onda degli spot a pagamento del film? E' uno scenario inquietante. Negli spot non si ravvisa alcun attacco politico per cui non capiamo il motivo di una decisione che sa tanto di censura. E’ ancora più sospetto, poi, che la risposta della Rai
ricalchi i toni usati da Mediaset".

 

 

 

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Agosto 2009 16:53
 
Discussione (1 posts)
2009, Italia: spot di documentario su Berlusconi rifiutato da Rai e Mediaset
Aug 28 2009 18:15:38
Discussione sull´articolo: 2009, Italia: spot di documentario su Berlusconi rifiutato da Rai e Mediaset

A proposito di informazione o disinformazione oggi 28/9 mi e' capitato di seguire il TG5 delle 13.
Con mio grande stupore mi sono accorto che la pagina della politica e' stata totalmente saltata.
Non hanno parlato della polemica innescata da Fini a proposito dei temi della laicita' e della querela presentata da Berlusconi contro il quotidiano "la Repubblica".Per la prima volta nella storia dell'informazione italiana gli interrogativi legittimi di un giornale finiscono davanti a un tribunale civile.....
#80

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