Meno tasse per tutti.Dalle leggi "ad personam" a quelle "ad aziendam".
Scritto da Partito Democratico.it
Venerdì 20 Agosto 2010 16:20
Colpo di spugna sui debiti con l'Erario del gruppo editoriale di Berlusconi: invece di 350 milioni di euro, ne verseranno 8,6. PD: "Un conflitto d'interessi enorme, questo governo deve andare a casa".
Vi è mai capitato di andare al ristorante, consumare una cena da 200 euro e pagarne, a fine serata, appena 10? Se avete risposto di no, tutto nella norma. Se avete risposto di sì, probabilmente siete Silvio Berlusconi (o un suo parente prossimo) e vi è appena, e “inaspettatamente”, piovuta addosso una legge che vi permette di pagare solo il 5% del dovuto.
La Camera ha respinto la mozione di sfiducia contro il sottosegretario Giacomo Caliendo, sotto inchiesta per la loggia P3. 299 voti contrari da Pdl e Lega, 229 a favore da Pd e Idv, 75 astensioni da Fli, Udc e Api. Un banco di prova che dimostra come il governo non ha più la maggioranza uscita dalle elezioni, come nota il segretario del PD, Pier Luigi Bersani: “La maggioranza non c'è. I numeri confermano che il paese non è più governato. La minaccia di Berlusconi del voto anticipato è un'arma scarica, ora Berlusconi cercherà di tirare a campare. Tenteranno con la respirazione artificiale, ma certamente non è quello che serve al paese”.
La maggioranza si è quindi fermata a 299 voti, ben al di sotto dei 316 di cui dovrebbe disporre. “299 è meno di 316, parlano i numeri. La matematica è più forte della politica - commenta Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera - In Parlamento c'è una maggioranza residuale che dovrà conquistarsi i voti volta per volta”.
Oggi alla Camera di fronte alla mozione presentata dal PD e dall’IDV è andata in scena la crisi dell’ex PDL con urla tra i deputati rimasti con Berlusconi e quelli di Fli che hanno seguito Gianfranco Fini, il nervosismo dei leghisti e l‘inedita arringa di un ministro della Giustizia in favore del suo sottosegretario, alla faccia del garantismo che rispetta la separazione dei poteri tra esecutivo e magistratura, tutta all’insegna della contestazione alle indagini in corso.