17 Feb 2009 |
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Sono il segretario del partito democratico eletto con le primarie un anno fa con il mandato di costruire un partito nuovo, uno strumento di partecipazione, un luogo dove si parla di politica e ci si confronta, siamo stati in molti ad uscire dalle nostre case per metterci a disposizione di quella che è stata un’intuizione: mettere insieme persone che pur attraverso percorsi diversi sono portatrici degli stessi ideali, è stata un’occasione di novità, che ha innescato l’attesa di cambiamento. Abbiamo iniziato un processo di rinnovamento della politica, abbiamo coinvolto energie nuove che hanno investito fiducia e entusiasmo, abbiamo costruito l’organismo dirigente del partito che è il circolo, un luogo aperto e partecipato anche dai giovani e dalle donne, promuovendo la circolazione delle idee e delle opinioni lo abbiamo fatto senza punti di riferimento con poca preparazione (e sano dilettantismo) attraverso la sperimentazione che non ci esenta da incoerenze ed errori, abbiamo intrapreso la strada più difficile ma anche la più lungimirante, il partito democratico si sta costruendo con la difficoltà dell’urgenza in una società schiacciata dai disagi del presente e la paura del futuro. Siamo usciti dalle nostre case proprio per affermare che cambiare si può, che la speranza in un futuro migliore è sempre possibile, lo abbiamo fatto credendo negli strumenti che il partito democratico si è dato per uscire dalla crisi della politica: la trasparenza, il ritorno alla base con i circoli, la partecipazione. La manifestazione del 25 ottobre al Circo Massimo ci ha restituito l’immagine di noi stessi: un popolo di gente per bene che coltiva la memoria dell’antifascismo e la difende, che chiede per tutti la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita e per i giovani la speranza di avere un futuro, che difende una cultura di solidarietà e inclusione contro quella dell’individualismo e dell’egoismo e l’idea di una società in cui si progredisce tutti insieme senza lasciare indietro nessuno che coltiva la speranza e non la paura, che vede come priorità la tutela del proprio ambiente di vita. Nel nostro piccolo, abbiamo lavorato nei mesi scorsi sulle idee promuovendo gruppi di lavoro, partendo dalla realtà del nostro comune che è cresciuto in questi anni innanzitutto come comunità solidale che si incontra e si sostiene, con i suoi luoghi di aggregazione il teatro, il centro sportivo le piste ciclabili e le attività delle tante preziose associazioni presenti. Poggio Berni ha creato i suoi servizi all’infanzia: il nido e i servizi integrativi Ha investito nel centro della sua comunità che è la scuola ottenendo servizi qualificati come la mensa e le attività di sostegno all’educazione. Ha raggiunto nella raccolta differenziata il miglior risultato della provincia dimostrando la capacità di percorrere stili di vita responsabili. Partendo da questo scenario occorre continuare a costruire in uno ambito che ci vede dentro una comunità più grande, è stata fatta la scelta dell’unione dei comuni che ci permette, ragionando in ambito di Valmarecchia, di poter continuare a garantire la qualità della vita ai cittadini, abbiamo dunque deciso di metterci insieme, gestire servizi e funzioni in maniera associata ,aiutarci fra comuni, collaborare, riordinare, semplificare, razionalizzare il sistema della pubblica amministrazione locale per metterci in grado di rispondere ai bisogni, da soli, ognuno nel proprio comune non ce la possiamo più fare, ci mettiamo insieme per rispondere ai bisogni di un realtà sempre più grande. Il lavoro della prossima amministrazione partirà da questa realtà Invito tutti coloro che credono in questo progetto ad avvicinarsi al circolo partecipando, segnalando il proprio indirizzo a-mail o il proprio cellulare per essere informati sulle attività e le iniziative, il partito democratico è aperto. Un caro saluto Cinzia Casadei
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Luglio 2010 19:52 |
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